DOLCI

Pan di spagna di nonna Franca


Questo, per me, e’ sempre stato  “il pan di spagna” della nonna, una torta che profumava di uova, burro, zucchero e limone. E’ più simile a una pasta génoise e le dosi sono quelle riportate nei suoi appunti. 

Verra’ un dolce perfetto da utilizzare come base da farcire ma anche buonissimo da gustare per colazione  la mattina tagliato a fette,  magari con un velo di marmellata di albicocche!

Ingredienti e procedimento 

  • 4 uova
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 4 cucchiai colmi di farina
  • 100 gr. di burro
  • 1 limone
  • Un pizzico di sale
  • 1 bustina di lievito 


Gli appunti della nonna dicono:

  1. Per ogni rosso d’uovo un cucchiaio di zucchero e 1 cucchiaio di farina (colmo)
  2. Montare gli albumi delle uova a neve e mettere da parte.
  3. Battere i rossi con lo zucchero, aggiungere il burro morbido, la farina, il lievito e i bianchi montati a neve, mescolando dal basso verso l’alto.
  4. Versare in una teglia da 22 cm precedentemente imburrata e infarinata (o coperta dalla carta forno) e infornare a 170° per mezz’ora.

Io ho usato una teglia più larga e con queste dosi e’ venuta un po’ bassa, mi toccherà mangiarne due fette! Le gusto col caffè del mattino, anche la tazzina e’ la tua e, sì, tu sei qui con me… come in questa foto quando mi tenevi stretta e mi sorridevi felice!

Cara Nonna, mi manchi tanto, mi manca la tua forza, i tuoi occhi e la tua voce dolce e sicura, le tue parole e i tuoi consigli.

Mi hai insegnato a non lagnarmi, ad impegnarmi in tutto quello che faccio, che l’amore, quello vero, va conquistato e poi coltivato e difeso, mi hai insegnato la devozione verso la famiglia, che una mamma lavora due volte a casa e poi fuori, che non porta al lavoro i problemi di casa e viceversa, che a volte ci si deve fermare e riposare perchè le energie non devono mai mancare e poi… poi mi hai insegnato una cosa molto importante: che in cucina non bisogna mai, mai avere fretta!

Cara nonna mi mancano tanto le nostre lunghe chiacchierate, i tuoi racconti sulla guerra, sul nonno, sui figli e le tue esortazioni così semplici ma profonde e dirette al cuore.

Mi manca studiare a casa tua e vederti arrivare con la merenda: il tè caldo, macchiato solo con il latte, servito nelle tazze di porcellana bordate d’oro e le fette di torta con un velo di marmellata di albicocche, oppure i biscotti Frolsi che trovavo sempre in una latta in cucina… come era bello godersi quella pausa con te per poi tornare sui libri.

Mi manca preparare insieme il pan di spagna nella cucina della campagna, ad Altavilla, quando dopo pochi istanti mi stancavo di sbattere gli albumi e ti guardavo sconfortata e tu mi tranquillizzavi dicendo: “con calma… non avere fretta!” e con la forchetta riuscivi a montare quelle uova meglio di una frusta elettrica e poi, finalmente, si sfornava… alto, dorato e tutta la cucina profumava e da allora quel profumo mi riporta a te… e sarà così per tutta la vita



 

 

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