Palermo, lavoro e …un paio di giri!

agrumiLa scorsa settimana ho fatto un blitz “siculo” per lavoro… 36 ore intense cariche di tensioni ed emozioni. Quando torno per così poco tempo è molto difficile riuscire a godere di tutte le cose meravigliose della mia città, specialmente se vado giù per lavoro. Questa volta, però, sono riuscita a fare due cose che adoro: una puntata a “I cuochini” in via Ruggero Settimo e una passeggiata “rito” dentro il mercato del Capo.

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I cuochini per me sono il tripudio della golosità, sono esattamente un concentrato di cio’ che adoro di più in cucina: fritto, salato, filante …e a volontà!  Questo piccolo laboratorio nascosto dentro ad un antico palazzo palermitano con la cucina a vista frigge e sforna prelibatezze da quasi 200 anni!

La mia felicità inizia appena varco il portone di via Ruggero Settimo (anzi…  molto prima) e non appena mi trovo davanti al bancone pieno di godurie so già esattamente che prenderò tre timbaletti di capellini (li adoro!!!) rigorosamente “rossi”, con il ragù di carne, e poi nell’ordine: brioscina, panzerotto, krapfen e arancinetta al burro (“al burro” significa con prosciutto, mozzarella e un po’ di besciamelle). Mia madre, invece, sceglie sempre il pasticcino “all’inglese” dice lei… una frolla dolce ripiena di carne tritata, salsa di pomodoro e spezie profumate di cui adora proprio il contrasto del dolce e salato e che a casa ripropone spesso in una quiche buonissima di cui presto scriverò la ricetta!

Il formato mignon aiuta a finire tutto quello che si è ordinato e ogni pezzo, fatto con cura, racchiude un insieme di sapori, studiati nel tempo, semplicemente perfetti: besciamella, formaggio filante, prosciutto delicato, fritto leggero… insomma non potete non andare!

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Il secondo regalo di questa trasferta palermitana è stata la visita al Mercato del Capo .


Questo antico mercato attaccato al Tribunale è stato, per anni, parte del  mio quotidiano e giovedì mattina, prima dell’udienza, ho  ripetuto, quasi senza accorgermene, il mio rituale. Sono passata dal mio primo studio in via Tripoli, quello nel quale “sono nata e cresciuta”, sono entrata nel mercato da Porta Carini passando in mezzo ai colori e al frastuono delle bancarelle che, specialmente quando sono un po’ in tensione, mi distraggono per qualche istante. Tutto era uguale… ho superato lentamente la prima e poi la seconda pescheria, e sorridendo al “buongiornooo avvocatoooo!” ho risposto: “torno appena ho finito!” mentre buttavo l’occhio rapidamente sul pesce cercando di restare concentrata… il piacere dopo!


Sono entrata per un istante nella chiesa di San Gregorio Papa, nascosta tra le bancarelle,  e anche lì tutto era esattamente come quattro anni fa… pure la signora seduta nelle ultime panche in fondo alla chiesa… che ti guarda sorniona cercando di capire se può attaccare bottone oppure se vai di fretta… poi sono volata in Tribunale.

Dopo qualche ora avevo finito e finalmente potevo godermi il mio mercato e tornare, questa volta senza pensieri, tra i colori, i profumi, le spezie, le verdure fresche,  gli sparacelli, i vuci, la frutta, le mandorle, i pistacchi, le buatte di sarde salate, i baccalà ammollo, camminando per la strada bagnata e prendere per il pranzo quei calamari che stamattina mi chiamavano… (per fortuna erano ancora lì…!)  e che calamari…mmhh! buoni con le patate e lo zafferano come li faceva Ciccina a casa della nonna.

Alle 16 ero già in aereoporto… il mio stomaco era colmo… il cuore di più.

Ciao casa torno presto!

Appunti:

“I Cuochini”, via Ruggero Settimo 68, aperti sempre tranne la domenica… varcate il portone d’ingresso e subito, sulla destra del cortile, tuffatevi nel migliore street food della città!

Mercato del Capo, via Porta Carini, camminate lungo tutta la strada perdendovi tra le bancarelle e le putie, gustate lo sfincionello cauru (caldo) se incrociate il venditore ambulante e visitate le chiese dell’Immacolata Concezione, trionfo del barocco palermitano e quella di San Gregorio Magno… forse meno famosa ma che io amo moltissimo.